LA CITTA’ CHE VERRA’

“La città che verrà”, questo il nome della coalizione che si presenterà alle elezioni dell’8 e 9 giugno prossimi.

Grazie all’opera incessante di Giorgio Ubaldi,

segretario del PD urbinate, si è creata una colazione che comprende tutto il Centro Sinistra ad esclusione di Azione, infatti sono presenti: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Ex Articolo Uno, Sinistra Italiana, Europa Verde, Italia Viva (almeno con i suoi rappresentanti urbinati), +Europa, Partito Socialista Italiano, Sinistra per Urbino e la lista civica Urbino bene comune.

Il mettere insieme tutte le sensibilità e le differenze esistenti tra le 10 componenti non è stato facile, il collante reale è stata l’esigenza di rimettere la città di Urbino ed il suo territorio nelle mani dei cittadini e sconfiggere la destra che ci “governa” da 10 anni.https://www.facebook.com/partitodemocraticourbino/videos/1328442117845671/

L’idea di ridare smalto, credibilità, vivibilità, prospettive e soprattutto di rimettere al centro i cittadini ad Urbino sono allabase del programma elettorale della coalizione.

L’uscire dalla logica della “gestione ordinaria” della città, che ha caratterizzato la giunta Gambini, e che ha portato:

 ad un calo demografico almeno doppio rispetto a tutte le altre realtà provinciali,

alla perdita di oltre 200 partite IVA nel territorio comunale,

 al blocco di fatto di ogni idea di sviluppo anche grazie al blocco di fatto del PRG urbinate, vi si lavora solo per stralci,

all’acquisto di immobili la cui destinazione d’uso è tutta da verificare,

alla delibera di vendita del Monastero di Santa Chiara.

L’ atteggiamento del Sindaco che lo ha portato ad esempio a dichiararsi favorevole alla DISCARICA DI RICECI, nonostante l’Ordine del giorno voluto dall’opposizione e votato dagli stessi membri dell’attuale maggioranza, anche se ora, visto l’inizio della campagna elettorale, cerca di rimangiarsi quanto dichiarato nei mesi scorsi.

I comportamenti reali tenuti sulla sanità urbinate e sul suo ospedale, punto di riferimento per tutto l’entroterra, sono lì a testimoniare l’inadeguatezza politica di chi ci ha governato in questi anni.

Tutto questo e molto altro, come ad esempio l volontà di federare i comuni dell’entroterra per dare numeri adeguati alle necessità comuni, fanno parte dell’humus che ha permesso alla coalizione di attecchire e di crescere dando una reale prospettiva di cambiamento alla città di Urbino.

Per costruire “LA CITTÁ CHE VERRÁ” il tavolo ha deciso di candidare a Sindaco FEDERICO SCARAMUCCI che dovrà costruire una squadra di persone competenti e capaci di lavorare insieme, proprio come una squadra, con l’intento di mettere a terra il Programma Elettorale che nel prossimo periodo prenderà forma definitiva e che verrà portato a conoscenza di tutti per poter iniziare a discuterne con i singoli cittadini, le associazioni, i gruppi e chiunque vorrà partecipare alla costruzione della nuova https://www.facebook.com/partitodemocraticourbino/videos/1582832575861289

NOI CI SIAMO E LAVOREREMO PER RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO che ci si è prefissi,  tu ci sarai?

Ti aspettiamo agli incontri che si terranno sul territorio.

Stefano Testa

L’alba di un nuovo giorno

Finalmente si è chiusa la prima fase del lavoro per le prossime elezioni cittadine.

Dopo molti incontri tra le forze del Centro Sinistra si è concluso l’iter per giungere ad una coalizione che ha predisposto una bozza di programma per la “CITTÁ FUTURA, LA CITTÁ CHE VERRÁ”.

Dopo 10 anni di un “uomo solo al comando”, che ha gestito la città a propria immagine e somiglianza e che ha portato ad una riduzione di oltre il 20% delle imprese del territorio, come dimostrato dai dati della CNA, e la perdita di oltre 1.500 abitanti con una percentuale doppia rispetto ai dati provinciali e tripla rispetto a quelli regionali,

c’è necessità assoluta di costruire un progetto che rimetta al centro la crescita di Urbino a livello culturale, di abitanti attraverso politiche abitative e di servizi alle famiglie, di politiche per i giovani ed il lavoro, di una reale svolta green della città, di una rinascita del centro storico, di una predisposizione dei servizi necessari al vivere comune, di una sanità territoriale e soprattutto capace di ricostruire il senso di comunità che sta sempre più scomparendo lasciando il posto all’individualismo e al tornaconto individuale o di piccolo gruppo.

Il sindaco ha governato solo il quotidiano, che pure è importante, senza dare alcuna prospettiva alla città.

Abbiamo vissuto e viviamo momenti in cui non si riesce minimamente a capire cosa hanno in testa Gambini e i suoi vassalli, che hanno acquisito l’ex MEGAS, la OSCA ed ultimo ma non ultimo un capannone zona Sasso, ma con quale progettualità e con quali ritorni per la città ei suoi abitanti?

Hanno deliberato la vendita di parte del Monastero di Santa Chiara, palazzo storico di fama mondiale, e con quale scopo?

Hanno “creato” la figura del pro-sindaco per far posto al signor Sgarbi con i risultati per la città che tutti conosciamo, e con i danni di immagine che derivano dalle ultimi vicende che lo coinvolgono.

Hanno voluto essere i “primi della classe” nell’accorpamento scolastico senza coinvolgere in termini reali le strutture interessate.

Hanno reso il centro ostaggio di bar e pub tranne poi fare ordinanze restrittive fini a se stesse ed arrivando addirittura a isolarlo, per chi non ha un’autovettura,  interrompendo il servizio pubblico  alle ore 17,45.

Nel decennio gambiniano sono state chiusi tutti o quasi gli spazi di aggregazione e i centri di servizio alle famiglie.

Abbiamo un primo cittadino imprenditore del biologico ma che ha operato in modo di saturare prima del tempo la discarica di Urbino accettando il conferimento di fanghi da altre parti d’Italia e li abbiamo sentiti riempirsi la bocca e gridare ai quattro venti la loro anima biologica, nata nel territorio ben prima dell’avvento di questa giunta, sponsorizzare il Biosalus, nato anch’esso ben prima del suo primo mandato, per poi dimostrare il vero volto “ambientalista” del sindaco con il suo essere favorevole all’apertura della discarica di Riceci, chissà se avrebbe espresso lo stesso parere se avessero proposto di farla nella vallata tra Montecalvo e Schieti …

Abbiamo visto il Consiglio comunale votare all’unanimità un ODG contro la stessa discarica, impegnando di fatto anche il sindaco, senza che questo spostasse minimamente la posizione di Gambini.

Abbiamo constatato come siano state diminuite le metrature minime per gli appartamenti in centro per “creare alberghi diffusi”… e comunque senza una preventiva progettualità che trasformi l’attuale turismo mordi e fuggi in un turismo di tipo residenziale e senza una visone sinergica dell’intero territorio, che vada al di là delle sole bellezze storico artistiche di Urbino ma che sia capace di entrare in relazione ed in sintonia con gli altri comuni del Montefeltro e della costa per creare “pacchetti vacanze” anche e soprattutto di tipo residenziale.

Ma tutto questo fare, o meglio tutto questo non fare è stato fatto a quale scopo? Con quali fini? Perché?

Per noi del PD è stato tutto un mettere al centro interessi non collettivi ma di pochi e, soprattutto, senza alcuna visione del futuro, anzi condannando di fatto Urbino alla decadenza sociale, politica ed abitativa.

Oggi FINALMENTE possiamo ribaltare questo metodo, possiamo spogliare il “re”, basta leggere le sue dichiarazioni su un suo eventuale successore, possiamo finalmente rimettere al centro il BENE COMUNE, possiamo RICOSTRUIRE un senso di APPARTENENZA, un senso di COMUNITÁ, un senso di CITTÁ come luogo di AGGREGAZIONE e di CRESCITA COMUNE.

Certo perché questo si realizzi vi era la necessità di costruire un fronte comune di forze progressiste, un fronte inclusivo e non esclusivo, aperto a chiunque abbia a cuore il bene di Urbino e della sua cittadinanza. Un campo che sapesse dialogare al suo interno, lasciando fuori il passato, i personalismi, le delusioni e gli attriti e che sia LEGATO ALLA COSTRUZIONE DI UN FUTURO degno di Urbino e pensiamo che ciò sia stato fatto.

Ora rimbocchiamoci le mani, presentiamo il programma alla gente, coinvolgiamo la cittadinanza per arrivare alle prossime elezioni compatti, forti e con l’ambizione di far tornare Urbino centro culturale, aggregativo e attrattivo.

CUI PRODEST? – A CHI GIOVA?

Con delibera del consiglio comunale n. 11 del 13.03.2023, l’amministrazione Gambini ha deciso d inserire, tra i beni comunali da vendere, la “Porzione di Fabbricato di interesse storico, sito in Via Santa Chiara, del Comune di Urbino, nel centro storico, distinto al catasto fabbricati al foglio 265 con i mappali 796,799, 798, 801. La pozione in oggetto si sviluppa in 3 livelli: Pianta Piano Cortile interno, Pianta piano rialzato, Pianta Primo Piano ed una superficie complessiva per le porzioni di piano interessate di 1454 mq. Attualmente utilizzate dagli Uffici Tecnici Comunali. Il prezzo a corpo d’asta e di €. 4.000.000,00 (quattromilioni/00); la vendita è subordinata all’Autorizzazione della Sovraintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio, ai sensi dell’art. 57 bis del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.22).

Al di là di quello che deciderà la Sovraintendenza, il PD urbinate ritiene che, il solo pensare e poi formalizzarlo in un atto, la vendita di parte del Monastero di S. Chiara, perché è di Santa Chiara che stiamo parlando, è assurdo, inconcepibile e da il senso della sensibilità storico/culturale della nostra giunta.

Quale politica perseguono Gambini, e la sua giunta, nel vendere uno dei beni storici di Urbino, un gioiello di famiglia, che testimonia, ed è, la storia di questa città, indicato in tutte le guide turistiche?

Quale politica perseguono Gambini, e la sua giunta, invece nell’ acquistare ferri vecchi, vedi l’acquisto dell’ Ex Osca a Canavaccio per 750 mila euro (compresi oneri accessori), o la ex sede della MEGAS al Sasso per 950 mia euro (compresi oneri accessori)? Senza tener conto di quanto poi costerà sistemare le 2 aeree in funzione del bene pubblico.

Qual è il senso politico e di visione futura nel non aver un polo culturale completo all’interno della città?

Il Partito Democratico per quanto riguarda i locali del Monastero di Santa Chiara, anche in considerazione di quanto già esiste: la vicinanza della Biblioteca Universitaria in Via san Girolamo, che di fatto confina con il Monastero; della Emeroteca dell’Università , sempre in Via S. Chiara; della Fondazione Marise e Carlo Bo; dell’ISIA sita nello stesso complesso monumentale, ritiene che il corretto utilizzo dei locali sia la creazione di una Biblioteca comunale, di cui chiunque ami la cultura sente la mancanza, con spazi adeguati ad organizzare anche iniziative culturali, presentazioni di libri, conferenze, rassegne letterarie, letture ad alta voce, attività dedicate ai bambini e ai ragazzi.

Questo si che farebbe aumentare la visibilità culturale della città e la sua vivibilità.

Ma del resto si sa, questo sindaco e questa giunta, hanno demandato la “cultura” al sig. Sgarbi… rendendolo addirittura prosindaco e tutti noi abbiamo sotto gli occhi quanto da lui fatto per Urbino…

No alla candidatura come capitale italiana della cultura, briciole per gli anniversari di Raffaello e del Duca Federico, relegando di fatto Urbino a succursale di altre città anche nella nostra provincia.

Tra qualche mese ci saranno le elezioni e siamo certi che i cittadini di Urbino comprenderanno l’importanza di una visione prospettica sulla città che non può non prevedere il riappropriarsi culturalmente del Centro, di renderlo vivibile a tutti e non solo ad alcuni gruppi, quindi non fermandosi alla pur meritoria e necessaria sistemazione delle strade.

Per meglio comprendere ecco l’excursus storico: il Monastero di Santa Chiara è l’antico monastero delle clarisse di Urbino. Si tratta di uno dei principali monumenti storici della città ed uno dei massimi esempi di architettura rinascimentale.  Fu costruito nel 1420 per ospitare il Conservatorio delle donne vedove; nel 1456 ricevette la regola dell’osservanza di Santa Chiara da Papa Callisto III per intercessione del duca Federico III da Montefeltro. Nel 1457 vi si ritirò in clausura la prima moglie del duca Federico III, Gentile Brancaleoni e nel 1472 vi fu sepolta la seconda moglie del duca, Battista Sforza. Nel 1482 anche Elisabetta da Montefeltro, una delle figlie del duca Federico III, si ritirò in questo monastero, dopo la morte del marito Roberto Malatesta; dopo alcuni anni divenne suora e con la sua dote avviò la ristrutturazione del monastero stesso, su progetto dell’architetto senese Francesco di Giorgio Martini, rimasto incompiuto per le sfavorevoli contingenze storiche. Successivamente i Della Rovere intervennero sulla chiesa conventuale tra XVI e XVII secolo. Dal 1538 divenne il Mausoleo ducale con la sepoltura del duca Francesco Maria I Della Rovere, della moglie Eleonora Gonzaga, del figlio, il cardinale Giulio Della Rovere, della nuora Giulia Varano e della nipote Eleonora o Lavinia Della Rovere. Nel 1864 la struttura fu confiscata dal Comune, che la destinò a Istituto di educazione femminile.

URBINO E LA SUA SANITÁ

Nei giorni scorsi abbiamo appreso una buona notizia per Urbino e la sua sanità nonché per tutto l’entroterra.

La Breast Unit riparte ad Urbino in Hub e Spoke con l’ospedale di Fano ed il dott. Malagotti ne è il responsabile.

Il tutto è stato ristabilito con determina del 29/09 da parte della direttrice generale dell’AST Nadia Storti.

Questa la buona notizia, ma quale futuro ci aspetta?

Siamo di fronte ad un futuro quanto meno nebuloso, infatti il Governo ha ridotto la dotazione economica per la sanità, lo stesso PNRR è stato “tagliato” proprio in questo settore e a livello regionale non sembra si viaggi verso un futuro migliore.

Le promesse elettorali non si stanno concretizzando, il piano sanitario regionale fa acqua da tutte le parti, la Lega ha cercato un rimpasto della Giunta regionale proprio partendo dall’assessore alla sanità ma il tutto ha portato “solo” ad un nuovo sottosegretario “tecnico”…

Le risorse necessarie al mantenimento dei servizi minimi non ci sono, il personale ospedaliero è sempre più sfruttato, le liste di attese sono diventate di durata biblica, si è scelto di sopperire alle carenze con il “privato” con sempre più cooperative all’interno delle strutture sanitarie. Lo stesso ospedale di Pergola sarà operativo solo grazie ai “privati” a costi superiori e con conseguente decadimento dei servizi stessi e di quel rapporto medico/malato indispensabile ad una buona sanità, basti pensare a quello che succede nei Pronto soccorso nonostante l’impegno dei medici e degli infermieri interni, alla medicina d’urgenza e alle carenze in tanti reparti dell’ospedale di Urbino.

Ma torniamo alla Breast Unit, perché ci sono voluti tutti questi mesi per arrivare ad una soluzione che era sotto gli occhi di tutti sin dal primo giorno?

Siamo certi che il solo primariato nelle 2 strutture sarà sufficiente? O ci sono altri problemi da risolvere? (Equipes operatorie, ecc.)

Siamo sicuri di raggiungere il numero minimo di interventi necessari per poter mantenere l’attività della Breast Unit in Urbino dopo i mesi di fermo?

Ma la cosa che più ci salta agli occhi è quello che ha fatto, o meglio non ha fatto, la Giunta comunale. È sotto gli occhi di tutti il “silenzio assordante ”degli ultimi mesi, sarà così anche da oggi in poi?

C’è veramente, forse bisognerebbe dire c’è mai stata, la volontà vera, e non solo a parole, di difendere la sanità urbinate e di tutto l’entroterra? Torneranno ad incatenarsi per farlo o resteranno nelle loro stanze, magari facendo delle ulteriori promesse?

Noi del PD continueremo a vigilare e a portare alla luce le carenze, i ritardi, i cambi di rotta della Giunta regionale, e di quella comunale, così come abbiamo fatto in Regione attraverso i nostri rappresentanti, con il presidio davanti all’ospedale di Urbino e con le denunce a mezzo stampa locale come quelle dell’8/3 e del 29/6.

Difendiamo la sanità pubblica che tanto ha fatto e tanto ci ha dato, ricordiamoci la pandemia, iniziando dalle urne già nelle prossime tornate elettorali, non facciamoci più abbindolare da promesse che sempre più assomigliano al refrain “parole, parole, soltanto parole” …

PAROLE, PAROLE, PAROLE, SOLTANTO PAROLE TRA NOI E…

GLI ELETTORI … VE LI RICORDATE?

Certo che è strano vedere questi personaggi che pur di diffondere le loro promesse: “parole, parole, soltanto parole tra noi …” a scapito della realtà e delle reali possibilità di realizzare quanto promesso da loro e dai loro amici alla regione.

Si sono incatenati per “combattere” le politiche regionali sulla sanità e poi?

Oggi dopo 3 anni e mezzo di governo in regione la montagna ha partorito il solito topolino.

Purtroppo questo è un topolino che paghiamo tutti con un decadimento velocissimo delle prestazioni sanitarie qui nella regione Marche e, soprattutto, qui nella provincia di Pesaro Urbino.

Ora che i nodi stanno arrivando al pettine questi signori, sindaci e non della provincia, sono scomparsi, tacciono, non prendono posizione e soprattutto NON DIFENDONO I DRITTI BASILARI dei loro concittadini (forse contano solo nel momento del voto???).

Urbino ed il suo ospedale vedono la diminuzione delle prestazioni chirurgiche, mediche ed ambulatoriali. Quindi con il permanere di forti dubbi sul mantenimento dei servizi indispensabili per la popolazione quali il punto nascite, la senologia, l’ortopedia, la medicina generale, ecc. e questo nonostante l’abnegazione e la professionalità del personale.

Sempre meno personale adeguatamente professionalizzato vuole venire a lavorare all’ospedale di Urbino.

Le carenze di organizzazione e di personale vengono bypassate tramite l’appalto ai privati (cooperative di medici, infermieri, ecc.) a scapito di professionalità, conoscenza del malato, abnegazione nel servizio e soprattutto a costi elevatissimi e depauperamento delle professionalità interne.

Il Pronto soccorso vede templi biblici, si sa quando si entra ma sicuramente non si sa quando si esce. A volte si rinuncia addirittura alla visita e si cercano risposte alternative. Il personale presente è sempre più composto da “personale a gettone”, sempre a costi più alti che se ci fosse personale interno. Il tutto con  risposte non sempre adeguate per l’utenza e questo nonostante l’impegno dei pochi dipendenti dell’ospedale.

Le liste di attesa sono diventate ingestibili, per una prestazione si possono aspettare anche 12/18 mesi sempre che si riesca ad essere messi in lista, e l’unica risposta che la Dirigenza regionale è stata in grado di dare è mettere il bavaglio agli operatori dei CUP con una direttiva che impedisce qualsiasi dialogo con i malati che necessiterebbero di ben altro atteggiamento e di ben altre risposte.

Ma se l’Ospedale non ride è l’intero territorio provinciale, specialmente l’entroterra, che piange, ci si trova di fronte alla carenza di medici di base, di medici per le guardie mediche, dei medici del 118 e quelli dell’emergenza, anestesisti ecc..

Le famose aperture dei nuovi/vecchi ospedali sono di fatto solo sulla carta, magari le strutture ci sono ma con quale e quanto personale? con quali “servizi”? Al momento, o meglio, ancora una volta ci si rivolgerà ai privati vista anche l’ultima delibera regionale (600.000€ per 2 mesi di cooperative …)

Intanto però l’unico ospedale di eccellenza è quello di Ancona, avendo declassato Pesaro e creato un’unica Azienda sanitaria, cosa che permetterà lo spostamento di personale da un sito all’altro con continuo depauperamento di organici e professionalità a favore di chi e di quale struttura sanitaria?

I consultori sono stati depotenziati così come i servizi di igiene mentale, di prevenzione e di riabilitazione e quindi l’utenza più fragile, quella che ha più bisogno di essere seguita, di vedersi riconosciuta è invece abbandonata sempre più a se stessi e, quando presente, alle famiglie con tutto quello che ne consegue.

E quindi tornando a PAROLE, PAROLE, PAROLE, SOLTANTO PAROLE TRA NOI E … I LORO ELETTORI … VE LI RICORDATE?

Ora dove sono? In quale stanza, al riparo da occhi indiscreti, si sono chiusi? Quali altre mirabolanti promesse stanno predisponendo?

URBINO DEL FUTURO

Vorrei porre all’attenzione della dirigenza, degli iscritti, dei simpatizzanti e della popolazione di Urbino alcuni spunti di riflessione utili a  una proposta per una “URBINO DEL FUTURO”.

Futuro sì ma che può e deve diventare realtà già a luglio del prossimo anno.

Una nuova Giunta, una nuova squadra ed un nuovo Sindaco che mettano proprio L’URBINO DEL FUTURO al centro della loro attività quotidiana di governo e prospettiva e non già una semplice “manutenzione della città” così come fatto negli ultimi dieci anni.

Inoltre Urbino deve e può essere un vero coagulante per i comuni del Montefeltro e  dell’entroterra tutto, deve farsi promotore di un dialogo forte con la costa per creare insieme una vera rivoluzione copernicana che metta al centro i valori, le capacità e le prospettive dell’intera provincia senza più campanilismi e senza più “primi della classe”.

Lavorare insieme da forza, crea prospettive, da una visione diversa e soprattutto permette di sedersi ai tavoli che contano, sanità, rifiuti, energia con molta più forza.

Urbino si è spopolata, Urbino non dà prospettive ai suoi giovani e a chi esce dall’Università, Urbino che ha ampie zone senza un’adeguata copertura internet, Urbino che non ha quasi energie alternative sul proprio territorio, Urbino che ha un centro storico scarsamente se non per nulla adeguato ad essere vissuto dai turisti, Urbino che la sera diventa ostaggio dei clienti di bar, birrerie, ecc. che hanno di fatto invaso ogni angolo portando addirittura a chiudere il centro agli autobus ma lasciandolo aperto alle macchine sino alle 20,00 …

Da questo elenco, che non è certo esaustivo, si può sicuramente partire per proporre alla cittadinanza, ed insieme a loro, programmi che mettano al centro il superamento delle criticità e per costruire l’Urbino del futuro dando inizio ad un nuovo rinascimento per la città ed i suoi abitanti .

È mia intenzione dare semplici idee, non in ordine di importanza, che ritengo utili ad aprire un dialogo franco ed aperto tra gli iscritti, i simpatizzanti e  la cittadinanza tutta.

Spopolamento e prospettive per i giovani, su questo argomento non si può pensare di agire da soli ma vi è la necessità di coinvolgere le più importanti strutture esistenti sul territorio come ad esempio l’Università.

Così come si debbono riportare all’attenzione del mondo cittadino e non le altre realtà culturali e scolastiche esistenti come l’ISEA, il liceo artistico già Scuola del libro che con le loro capacità grafiche, incisorie, restauro del libro, calcografia, ecc. possono fare da traino ad un turismo e/o insediamento “culturale” che non sia più solamente legato all’Università.

Inoltre potrebbero queste realtà possono farsi ambasciatrici nel mondo dell’arte urbinate che ha annoverato veri e propri maestri riconosciuti in ogni dove, così come può essere utile la creazione di un museo che racchiuda al suo interno i macchinari per i diversi tipi di incisione, calcografia e di stampa artistica che ne fanno vanto.

Vi è la necessità di ricercare sinergie per la creazione di prospettive lavorative per i giovani laureati fornendo aiuti alla creazione di start-up innovative, magari mettendo a disposizione spazi di proprietà del comune e/o predisponendo sgravi fiscali, magari indirizzandosi verso innovazione tecnologica, nuove fonti energetiche, agricoltura biologica, ecc.

Così come non si possono mettere in campo serie politiche abitative per nuove coppie, per urbinati di rientro se non dopo aver reso veramente SMART la città. Le imprese tecnologiche ma anche molte altre tipologia di aziende che fanno del lavoro a distanza uno dei loro punti di forza (quanti giovani imprenditori hanno scelto di abitare e lavorare in luoghi ameni ma ben serviti sotto il profilo tecnologico?).

Non si può continuare a cementificare aree di territorio e non investire per “riconsegnare” aree ad una agricoltura biologica, in fondo siamo un distretto che di biologico se ne intende, mettendo a  disposizione dei giovani, che abbiano voglia di impegnarsi in queste attività, strumenti fiscali, formativi e strutturali per iniziare attività agricole così come avviene in altre parti d’Italia.

È necessario intervenire nel Centro Storico lasciato di fatto ostaggio di bar, birrerie ecc. a solo beneficio degli studenti e pochi altri, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

Si deve ripensare una politica abitativa che metta al centro la residenza stabile e non già gli affitti studenteschi e/o l’albergo diffuso (utopia legata a non si sa bene quale turismo, vista la mancanza ad oggi di un piano strategico su questo argomento).

Green economy e fonti energetiche rinnovabili.

Su questo argomento e con scelte mirate si può veramente fare molto.

Ad esempio si può puntare alla creazione di comunità energetiche sul territorio “esterno” al centro storico, Canavaccio, Torre, Cavallino, Pieve di Cagna, Monte soffio, ecc. senza tralasciare la parte esterna al Centro storico come Piantata, San Bernardino, ecc. magari aprendo un Ufficio comunale in grado di accompagnare quanti vogliano iniziare questo percorso o in grado di progettare Comunità energetiche comunali.

Vi è anche la necessità di iniziare studi di fattibilità, magari ricercando la collaborazione dell’UNESCO, per permettere a tutta Urbino di diventare città Carbon Free.

Da questa scelta oltre al risparmio economico per le famiglie può nascere una nuova cultura dello stare insieme e grazie socialità che ne scaturirebbe si può tornare ad essere “città unica” e non già “micro comuni che pensano solo a se stessi”.

Vi può essere un fiorire di piccole attività economiche  che vanno dai manutentori, agli installatori e soprattutto ai progettisti, e per questi ultimi può e deve esserci la collaborazione con l’Università.

Tutte queste attività porterebbero nuova occupazione vera, e non già semplici spostamenti di lavoratori, accendendo interesse anche verso chi oggi non abita più o non ha mai abitato ad Urbino e soprattutto senza cementificare altre aree del territorio comunale.

Altro argomento che dovrebbe far parte del futuro cittadino è quello di rendere Urbino realmente SMART. Vi è la necessità di portare la fibra e la connessione mobile internet in tutto il territorio comunale e su questo punto, io credo, una amministrazione attenta può fare molto.

Sappiamo bene quanto scarsa sia la “capacità” contrattuale dei singoli a fronte di quella di un Comune. Abbiamo antenne con ripetitori sui palazzi, una rete fissa che porta la fibra sino alle cabine ma di fatto non nelle case o negli uffici, con l’eccezione dell’Università (mi pare) ma soprattutto troppa “periferia è sprovvista anche di una semplice copertura mobile.

Vogliamo far crescere Urbino, renderla attrattiva per giovani, per imprenditori digitali, per professioni che non fanno della “presenza costante” nei propri cantieri il loro core-business e allora il rendere Urbino una città realmente SMART è obbligatorio ma questa è una scelta che deve e può fare un’ amministrazione che guarda al futuro, con persone che mettano al centro la progettazione  e la programmazione a fronte dell’immediato e del quotidiano.

Anche Urbino SMART è uno strumento che può favorire un ripopolamento del territorio permettendo la nascita di opportunità lavorative ed essere, quindi, appetibile per i giovani laureati che hanno già apprezzato la nostra città ma che sino ad oggi non hanno nessuna prospettiva per rimanerci.

Turismo e centro “umano”.

Anche qui le scelte possono essere molteplici ma non possono non passare da una scelta di “campo” della prossima amministrazione comunale che deve investire in turismo.

Non un turismo mordi e fuggi e soprattutto non “drogato” dai numeri derivanti dalle lauree e dai parenti degli studenti, che non vanno assolutamente abbandonati ma che vanno inseriti, essi stessi, in un sistema di servizi e di attività che facciano vivere realmente la città, il suo territorio e i comuni del Montefeltro.

Cambiare la metratura minima degli appartamenti con la scusa/prospettiva di renderli “albergo diffuso” non mi sembra proprio una scelta che va in questa direzione, io credo che prima si debba costruire un’offerta seria, con attività reali, con tempi e prospettive di vita che non siano soltanto “l’aperitivo e/o la birra in piazza”.

Vanno ricercati accordi con l’entroterra e con la costa funzionali alla creazione di pacchetti appetibili ai turisti “veri” e che contengano spazi adeguati sia sotto il profilo turistico che di tempo per se stessi costruendo così, in accordo con i tour operator, pacchetti che permettano ai turisti di vivere Urbino, l’entroterra e la costa così da rendere la nostra città realmente appetibile per un vero turismo non mordi e fuggi.

Urbino sotto il profilo turistico può avvalersi anche di ciò che l’arte produce nel territorio tramite l’ISEA e la Scuola del Libro magari attraverso la creazione di un museo sulle tecniche incisorie e con i macchinari per realizzarle, per stampare ecc., inoltre si potrebbero inserire nei tour turistici anche esperienze d’arte in collaborazione con le suddette scuole, esperienze che sappiamo essere molto appetibili specialmente all’estero.

Bisogna che il centro storico torni ad essere un “luogo dell’anima”, vanno bene anche bar e birrerie ma insieme ad esse vi deve essere un’offerta di servizi/opportunità anche per le famiglie, per chi non fa dell’aperitivo il proprio vivere, per chi ama la passeggiata, la chiacchierata e/o semplicemente lo stare insieme senza dover “consumare”.

Ancora un argomento che mi sta a cuore e cioè il problema dei residenti anziani, o di quanti non sono in possesso di autovetture, che si vedono di fatto precluso il centro cittadino la sera.

Le piazze urbinate, i vicoli e gli angoli che hanno sempre fatto di Urbino un salotto di incontri, di cultura, di armonia e di conoscenza oggi sono appannaggio esclusivo degli studenti o di chi a buone gambe o un mezzo di trasporto proprio e, di fatto, è precluso per gli anziani.

Proprio non capisco la scelta di fermare i bus in centro dopo le 17,45 sostituendo il tutto con una specie di circolare che fa il giro delle mura.

Una delle motivazioni è che il centro veniva “intasato” dai continui passaggi dei minibus costretti a fare la gimcana tra i tavoli e la gente, ma visto che il fermo è contemporaneo all’apertura alle auto non sembra anche a voi una scusa?

Una definizione di orari diversi, magari con meno corse, sino almeno alle ore 20/21, con percorsi che si leghino a coincidenze con altre linee, che circolano all’esterno delle mura e che raggiungano i vari settori della città, non sarebbe più saggio?

Si potrebbe pensare ad una navetta, magari elettrica,  che faccia il giro dei parcheggi esistenti ed arrivi a scaricare gli utenti in centro, magari gratis se si fanno pagare i parcheggi o a pagamento se gli stessi fossero gratuiti, fornendo così un servizio reale ai turisti ed ai pendolari che visitano o debbano arrivare in centro per lavoro.

Tutto quanto scritto si potrà fare se vi è convergenza tra le forze progressiste della città, se saremo capaci di coinvolgere la cittadinanza e se avremo la capacità di legarle alle esigenze che emergeranno tra la gente.

Si dovrà essere sarà capaci di ridare valore al sapere dei dipendenti e dei dirigenti del comune, tornando a premiare la vera professionalità tra di loro e andando ad assumere quelle professionalità che per scelte degli ultimi dieci anni si sono perse.

La capacità di ricercare bandi, di predisporre progetti che possano concorrere ed essere finanziati non si trova per strada. I fondi necessari a costruire l’Urbino del futuro non si trovano nelle parole di personaggi più o meno famosi, vedasi il nostro caro Sgarbi, capaci di incantare l’uditorio e di trovare spiccioli per ciò che interessa loro ma nella professionalità dei propri dirigenti comunali che insieme anche professionisti esterni siano in grado di produrre progetti in gradi di vincere bandi, di ricercare fondi tramite Fondazioni ecc.

In questo Pesaro e la sua giunta dovrebbero insegnarci quanto sia importante avere queste capacità per reperire i fondi che vanno a finanziare progetti alti, innovativi e funzionali alla crescita e al futuro della città.

Stefano Testa

FESTA DELL’UNITA’ DI URBINO

Oggi parliamo della Festa dell’Unità di Urbino, che ricordiamo, si è svolta in forma itinerante in 4 location bellissime della città:

il 2/08 presso la Casa delle vigne,  con vista torricini, dove si è svolto l’incontro “Cosa c’è dopo la discarica?”;

il 3/08 presso i giardini di Santa Chiara  per l’incontro su “Turismi, Turisti, Ospiti”;

il 6/08 sotto i torricini dove si è parlato di “40 e sentirli tutti (di Km);

il 7/08 piazzetta parcheggio Santa Lucia, davanti l’omonima porta, per affrontare il tema “Gente che va, Gente che torna”

Dopo il buon successo delle iniziative, con presenze sempre numerose e delle ottime cene , con un guadagno di € 1.500 circa , è necessario continuare. Dopo il 20 agosto andremo nei borghi, o frazioni che dir si voglia, per continuare ad incontrare e soprattutto  ad ascoltare la gente e confrontandoci con loro, i cittadini, che sono i veri protagonisti della nuova storia che il partito Democratico di Urbino vuole  scrivere insieme e con  loro.

Quello che oramai sembra chiaro a tutti è che questa città ha bisogno di idee e di un progetto che la porti ad essere il centro di un territorio che non si limita ai confini comunali  ma che interessa tutto l’entroterra senza però chiuderci ad altre esperienze . Ce lo ha ricordato il sindaco di Pesaro Matteo Ricci quando ha detto”bisogna  credere in quel che si vuol fare e lottare per questo coinvolgendo tutti coloro che aderiscono al progetto o ne sono anche semplici fruitori”.

La bellezza dei nostri territori sono una risorsa importante , e per questo non vogliamo che la discarica di Riceci e nessun altro progetto possa alterare i nostri paesaggi , anzi il territorio va ulteriormente anche oltre quanto già previsto come Patrimonio Unesco. Questo anche per permettere che la voce turismo diventi un ulteriore perno economico del nostro territorio.

Abbiamo bisogno progetti e di risorse che permettano ai nostri giovani, studenti compresi ,di  rimanere qui per investire il loro sapere alzando  la richiesta di lavoro qualificato e la nuova imprenditoria anche e soprattutto green.

Costruiamo un progetto che riporti Urbino al centro del nostro territorio.

Un progetto economico , sociale e di vita che coinvolga soggetti politici, istituzionali e soprattutto i cittadini.

Diamo forza alle nostre idee per  “ LA CITTÁ CHE VERRÁ”.

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e lavorato alla nostra Festa dell’Unità e chiunque abbia voglia di rivedere o vedere per la prima volta quatto dibattiti può cliccare sui link presenti in questo articolo o accedere alla pagina Facebook del partito “pd partito democratico urbino”. E Buon Ferragosto a tutti.

Vivibilità e salute oltre la comodità
QUALE URBINO VOGLIAMO?

Dialoghiamo su quale futuro dare ad Urbino partendo dai problemi quotidiani

Inquinamento elettromagnetico, salute e vivibilità: è notizia di stampa in questi giorni di ulteriori installazioni di antenne telefoniche sul territorio comunale e precisamente a Piansevero.

Già nel 2015 si vociferò di questa possibilità e il circolo del PD Urbino di Piansevero organizzò un incontro pubblico al quale partecipò anche il sindaco Gambini oltre al dottor Alessandro Gambarara che ben spiego i rischi derivanti da una proliferazione generalizzata delle antenne. Dall’Assemblea pubblica emerse la richiesta, avallata dal Sindaco, della necessità di elaborare un piano antenne comunale.

Questa volontà si è poi esplicitata con una mozione presentata dal gruppo consiliare del PD e che è stata approvata dal Consiglio Comunale del 16/11/2015 che impegnava il Sindaco la Giunta a:

• Ad attivarsi presso gli organi a vario titolo competenti per la realizzazione di un piano comunale di localizzazione delle antenne realizzato da ente indipendente che pianifichi le aree della città atte ad ospitare future antenne di telefonia mobile e similari, basandosi nel fare ciò sul principio di precauzione e minimizzando l’esposizione degli abitanti, ed escludendo in ogni caso localizzazioni eccessivamente vicine ad abitazioni e luoghi pubblici e privati di alta frequentazione, soprattutto di soggetti a rischio.

• Ad attivarsi presso gli organi sopracitati in modo da verificare la volontà di redigere il “Regolamento comunale per l’installazione e l’esercizio degli impianti per la telefonia mobile e per le trasmissioni in standard dvb-h” (potendo anche utilizzare il vecchio regolamento in allagato alla seguente Mozione (Allegato A)) per risolvere il problema del conflitto tra amministrazioni, cittadini e i gestori grazie a regole comunali solide che garantiscano l’adempimento dell’art. 32 della Costituzione Italiana, che sancisce la tutela della salute come “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”, e che obbliga lo Stato a promuovere ogni opportuna iniziativa e ad adottare precisi comportamenti finalizzati alla migliore tutela possibile della salute in termini di generalità e di globalità atteso che il mantenimento di uno stato di completo benessere psico-fisico e sociale costituisce oltre che diritto fondamentale per l’uomo, per i valori di cui lo stesso è portatore come persona, anche preminente interesse della collettività per l’impegno ed il ruolo che l’uomo stesso è chiamato ad assolvere nel sociale per lo sviluppo e la crescita della società civile.

Ci piacerebbe sapere come quanto comunicato dalla stampa si leghi a questo impegno e che fine abbia fatto il Piano Comunale.

Siamo una città patrimonio mondiale, ufficialmente quanto presente entro le mura, ma anche la battaglia di questi giorni inerente la discarica di Riceci ha spostato l’essere patrimonio UNESCO dal centro storico al suo circondario, quindi perché queste antenne sul territorio cittadino?

In base a quale piano strategico per la città si è pensato di autorizzarle?

Qaul’è il ritorno per i cittadini?

Tutti sappiamo quanto l’inquinamento derivante dalle onde emesse da queste antenne può essere dannoso per chi abita nelle strette vicinanze di queste strutture.

La salute dei cittadini dovrebbe essere al primo posto per qualunque amministrazione, anche la nostra … o forse no?

Dialoghiamo su quale futuro dare ad Urbino partendo dai problemi quotidiani, aspettiamo i tuoi commenti sul nostro Blog.