La memoria corta della politica, ovvero la realtà è un’altra cosa

Dunque ancora una volta abbiamo letto sulla stampa locale, che chiaramente è “super partes”, o forse “sotto partes”, la narrazione del nostro caro sindaco su una vicenda che riguarda la nostra città.

Il nostro sindaco è seduto sui banchi del Consiglio Comunale da oltre 20 anni e prima era seduto sugli scranni della Comunità montana, come molti “attuali politici” ha pensato bene di cavalcare l’onda del malcontento per crearsi un proprio spazio, al di fuori del partito di provenienza, e in una logica di accaparramento voti continua, ancora oggi, a professarsi di sinistra nonostante le sue politiche destrorse e il suo apparentamento con i partiti che oggi governano la Regione e l’Italia. Tutto questo lo “costringe” a ri-narrare la storia sotto un altro profilo per far apparire la sua persona come un politico retto sotto attacco dei biechi nemici bolscevichi, proprio come chi attualmente governa che puntualmente accusa “chi c’era prima”, anche se erano sempre loro…

Prendiamo ad esempio la strada Pesaro – Urbino è stata sino a qualche anno fa sotto l’egida della Provincia, di cui lui è Vice Presidente, che non aveva i fondi necessari per il suo ampliamento sulla base di un progetto ormai ventennale.

Negli ultimi anni, su scelta della precedente giunta regionale, la strada Pesaro-Urbino, così come molte altre, è passata alla gestione diretta dell’ANAS, cosa questa che permetterebbe di muoversi nella direzione di confrontarsi con la stessa ANAS per far stanziare i fondi e rendere esecutivo un progetto di ampliamento della stessa.

L’inadempienza, di chi governa questa città da 10 anni, è stata soprattutto quella di non aver fatto nulla per coinvolgere Pesaro, Vallefoglia, e Petriano ne tantomeno la Regione, governata dagli stessi partiti della sua coalizione, per far si che si presentasse una “reale e comune” richiesta di finanziamento per l’opera, così come fatto da Vallefoglia e dalla Regione Marche per il collegamento veloce Pesaro-Vallefoglia.

Del resto cosa possiamo aspettarci da un sindaco che:

per dar retta al suo sodale Sgarbi, ha rinunciato a concorrere con Pesaro quale Capitale della Cultura e, sembra, ad oggi non voglia collaborare neanche alla candidatura Capitale Europea della Cultura 2033 …,

ha rinunciato ai dividendi derivanti dagli utili di Marche Multiservizi, cedendo alla stessa parte del proprio pacchetto azionario, per acquisire in contropartita un rudere che dopo 8 anni è ancora là fermo ed inutilizzato e che ha visto oggi nascere solo un rendering dello stesso …,

che, del resto siamo in campagna elettorale, ha fatto finalmente asfaltare pezzi di strade intoccate negli ultimi 10 anni, vedi Piansevero, la Piantata e Rancitella. Certo se ci fossero elezioni tutti gli anni Urbino sarebbe perfetta, anche se solamente dal punto d9i vista degli asfalti e del taglio dell’erba …,

che nonostante la votazione unanime del Consiglio Comunale di Urbino ha continuato a dichiararsi favorevole alla discarica di Riceci, cambiando solo oggi idea e accusando la sinistra di essere lei la portatrice della stessa idea di discarica, nonostante quanto sta emergendo in sede di Commissione Nazionale…,

che quattro anni fa si è incatenato davanti all’ospedale di Sassocorvaro per la campagna elettorale delle regionali e che poi nulla ha fatto per difendere l’ospedale della sua città…,

che ha chiuso tutti i centri di aggregazione della città, salvo poi aprire oggi una pseudo ludoteca …,

che ha inserito tra i beni alienabili del Comune parte dell’ex Monastero di Santa Chiara e acquisito la ex OSCA e la ex sede Megas, rifacendosi in piccolissima parte acquisendo la ex fornace Volponi (ma con quali progetti “reali” di utilizzo?) …

ed una giunta che nel 2019 proclamavano, per bocca di un suo Assessore, l’ormai prossimo rifacimento di piazza Mercatale, progetto definitivo entro il 2020, per renderla centro di attività ludiche e culturali, infatti la realizzazione è sotto gli occhi di tutti…,

che si è trovato nella possibilità di poter “investire” a differenza delle precedenti amministrazioni legate dal patto di stabilità italiano, decine di milioni di euro che prima non c’erano e con amministrazioni precedenti che comunque hanno aperto la RSA per anziani ed i Centri direzionali Consorzio e Santa Lucia …,

che si vanta di aver fatto “diventare” Urbino Capoluogo di Provincia dimenticando o meglio mistificando la storia e le attività di molti altri, Londei in testa.

L’unica cosa certa è che queste elezioni stanno diventando “l’incensamento della politica degli asfalti e dei marciapiedi”, la “vetrina delle promesse” attraverso video e dichiarazioni, di meloniana e salviniana memoria (toglieremo le accise sulla benzina, daremo a tutti 1.000€ con un click, solo per citarne un paio), funzionali a prendere ancora una volta in giro la città, i suoi abitanti e, soprattutto, continuando a mortificarla rendendola sempre più piccola, inospitale e provinciale.

Svegliamoci, riprendiamoci il futuro, ridiamo voce a chi in questi 10 anni non l’ha avuta (giovani, anziani, famiglie, associazioni) rimettendo al centro i cittadini, politiche agevolative sulle abitazioni, politiche turistiche e, soprattutto, riprendendo il ruolo che un Capoluogo di Provincia dovrebbe avere non già per una mera etichetta ma perché si fa portavoce, capofila di una collaborazione capace di ridare “vera” voce all’intero entroterra e quindi con la forza e la capacità di sedersi ai tavoli che contano per ridare dignità e futuro non solo ad Urbino ma all’intero entroterra pesarese.

L’8 e il 9 giugno facciamo il bene di tutti noi e diamo inizio al cambiamento e non dimentichiamoci che anche le europee sono importantissime per fermare la deriva nazionalistica, qualunquista e xenofoba che stiamo attraversando.

StefanoTesta

FARE POLITICA, ESPERIENZA E CAPACITA’

Lunedì prossimo ad Urbino alle ore 18, presso il Collegio Raffaello, Matteo Ricci sindaco di Pesaro, città Capitale Italiana della Cultura 2024, presenterà il suo libro che ci racconta il suo modo di far politica e la sua visione di quanto ci circonda.

Parteciperanno il candidato sindaco di Urbino Federico Scaramucci, il Capogruppo del PD al Comune di Urbino Lorenzo Santi, coordinerà l’incontro Giorgio Ubaldi segretario PD Urbino.

UN NUOVO VOLTO, UNA NUOVA COALIZIONE, UN NUOVO PROGRAMMA PER URBINO E I SUOI ABITANTI

Si avvicinano le elezioni comunali ad Urbino, così come in tanti altri comuni della Provincia e non.

Come Partito Democratico siamo riusciti a creare una coalizione che vede al suo interno 10 gruppi tra partiti e movienti.

Il collante è stato, oltre alla voglia di cambiare radicalmente il futuro di Urbino, il programma che si specifica nel nome stesso della coalizione “LA CITTA’ CHE VERRA‘”.

LA CITTA’ CHE VERRA’

“La città che verrà”, questo il nome della coalizione che si presenterà alle elezioni dell’8 e 9 giugno prossimi.

Grazie all’opera incessante di Giorgio Ubaldi,

segretario del PD urbinate, si è creata una colazione che comprende tutto il Centro Sinistra ad esclusione di Azione, infatti sono presenti: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Ex Articolo Uno, Sinistra Italiana, Europa Verde, Italia Viva (almeno con i suoi rappresentanti urbinati), +Europa, Partito Socialista Italiano, Sinistra per Urbino e la lista civica Urbino bene comune.

Il mettere insieme tutte le sensibilità e le differenze esistenti tra le 10 componenti non è stato facile, il collante reale è stata l’esigenza di rimettere la città di Urbino ed il suo territorio nelle mani dei cittadini e sconfiggere la destra che ci “governa” da 10 anni.https://www.facebook.com/partitodemocraticourbino/videos/1328442117845671/

L’idea di ridare smalto, credibilità, vivibilità, prospettive e soprattutto di rimettere al centro i cittadini ad Urbino sono allabase del programma elettorale della coalizione.

L’uscire dalla logica della “gestione ordinaria” della città, che ha caratterizzato la giunta Gambini, e che ha portato:

 ad un calo demografico almeno doppio rispetto a tutte le altre realtà provinciali,

alla perdita di oltre 200 partite IVA nel territorio comunale,

 al blocco di fatto di ogni idea di sviluppo anche grazie al blocco di fatto del PRG urbinate, vi si lavora solo per stralci,

all’acquisto di immobili la cui destinazione d’uso è tutta da verificare,

alla delibera di vendita del Monastero di Santa Chiara.

L’ atteggiamento del Sindaco che lo ha portato ad esempio a dichiararsi favorevole alla DISCARICA DI RICECI, nonostante l’Ordine del giorno voluto dall’opposizione e votato dagli stessi membri dell’attuale maggioranza, anche se ora, visto l’inizio della campagna elettorale, cerca di rimangiarsi quanto dichiarato nei mesi scorsi.

I comportamenti reali tenuti sulla sanità urbinate e sul suo ospedale, punto di riferimento per tutto l’entroterra, sono lì a testimoniare l’inadeguatezza politica di chi ci ha governato in questi anni.

Tutto questo e molto altro, come ad esempio l volontà di federare i comuni dell’entroterra per dare numeri adeguati alle necessità comuni, fanno parte dell’humus che ha permesso alla coalizione di attecchire e di crescere dando una reale prospettiva di cambiamento alla città di Urbino.

Per costruire “LA CITTÁ CHE VERRÁ” il tavolo ha deciso di candidare a Sindaco FEDERICO SCARAMUCCI che dovrà costruire una squadra di persone competenti e capaci di lavorare insieme, proprio come una squadra, con l’intento di mettere a terra il Programma Elettorale che nel prossimo periodo prenderà forma definitiva e che verrà portato a conoscenza di tutti per poter iniziare a discuterne con i singoli cittadini, le associazioni, i gruppi e chiunque vorrà partecipare alla costruzione della nuova https://www.facebook.com/partitodemocraticourbino/videos/1582832575861289

NOI CI SIAMO E LAVOREREMO PER RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO che ci si è prefissi,  tu ci sarai?

Ti aspettiamo agli incontri che si terranno sul territorio.

Stefano Testa

L’alba di un nuovo giorno

Finalmente si è chiusa la prima fase del lavoro per le prossime elezioni cittadine.

Dopo molti incontri tra le forze del Centro Sinistra si è concluso l’iter per giungere ad una coalizione che ha predisposto una bozza di programma per la “CITTÁ FUTURA, LA CITTÁ CHE VERRÁ”.

Dopo 10 anni di un “uomo solo al comando”, che ha gestito la città a propria immagine e somiglianza e che ha portato ad una riduzione di oltre il 20% delle imprese del territorio, come dimostrato dai dati della CNA, e la perdita di oltre 1.500 abitanti con una percentuale doppia rispetto ai dati provinciali e tripla rispetto a quelli regionali,

c’è necessità assoluta di costruire un progetto che rimetta al centro la crescita di Urbino a livello culturale, di abitanti attraverso politiche abitative e di servizi alle famiglie, di politiche per i giovani ed il lavoro, di una reale svolta green della città, di una rinascita del centro storico, di una predisposizione dei servizi necessari al vivere comune, di una sanità territoriale e soprattutto capace di ricostruire il senso di comunità che sta sempre più scomparendo lasciando il posto all’individualismo e al tornaconto individuale o di piccolo gruppo.

Il sindaco ha governato solo il quotidiano, che pure è importante, senza dare alcuna prospettiva alla città.

Abbiamo vissuto e viviamo momenti in cui non si riesce minimamente a capire cosa hanno in testa Gambini e i suoi vassalli, che hanno acquisito l’ex MEGAS, la OSCA ed ultimo ma non ultimo un capannone zona Sasso, ma con quale progettualità e con quali ritorni per la città ei suoi abitanti?

Hanno deliberato la vendita di parte del Monastero di Santa Chiara, palazzo storico di fama mondiale, e con quale scopo?

Hanno “creato” la figura del pro-sindaco per far posto al signor Sgarbi con i risultati per la città che tutti conosciamo, e con i danni di immagine che derivano dalle ultimi vicende che lo coinvolgono.

Hanno voluto essere i “primi della classe” nell’accorpamento scolastico senza coinvolgere in termini reali le strutture interessate.

Hanno reso il centro ostaggio di bar e pub tranne poi fare ordinanze restrittive fini a se stesse ed arrivando addirittura a isolarlo, per chi non ha un’autovettura,  interrompendo il servizio pubblico  alle ore 17,45.

Nel decennio gambiniano sono state chiusi tutti o quasi gli spazi di aggregazione e i centri di servizio alle famiglie.

Abbiamo un primo cittadino imprenditore del biologico ma che ha operato in modo di saturare prima del tempo la discarica di Urbino accettando il conferimento di fanghi da altre parti d’Italia e li abbiamo sentiti riempirsi la bocca e gridare ai quattro venti la loro anima biologica, nata nel territorio ben prima dell’avvento di questa giunta, sponsorizzare il Biosalus, nato anch’esso ben prima del suo primo mandato, per poi dimostrare il vero volto “ambientalista” del sindaco con il suo essere favorevole all’apertura della discarica di Riceci, chissà se avrebbe espresso lo stesso parere se avessero proposto di farla nella vallata tra Montecalvo e Schieti …

Abbiamo visto il Consiglio comunale votare all’unanimità un ODG contro la stessa discarica, impegnando di fatto anche il sindaco, senza che questo spostasse minimamente la posizione di Gambini.

Abbiamo constatato come siano state diminuite le metrature minime per gli appartamenti in centro per “creare alberghi diffusi”… e comunque senza una preventiva progettualità che trasformi l’attuale turismo mordi e fuggi in un turismo di tipo residenziale e senza una visone sinergica dell’intero territorio, che vada al di là delle sole bellezze storico artistiche di Urbino ma che sia capace di entrare in relazione ed in sintonia con gli altri comuni del Montefeltro e della costa per creare “pacchetti vacanze” anche e soprattutto di tipo residenziale.

Ma tutto questo fare, o meglio tutto questo non fare è stato fatto a quale scopo? Con quali fini? Perché?

Per noi del PD è stato tutto un mettere al centro interessi non collettivi ma di pochi e, soprattutto, senza alcuna visione del futuro, anzi condannando di fatto Urbino alla decadenza sociale, politica ed abitativa.

Oggi FINALMENTE possiamo ribaltare questo metodo, possiamo spogliare il “re”, basta leggere le sue dichiarazioni su un suo eventuale successore, possiamo finalmente rimettere al centro il BENE COMUNE, possiamo RICOSTRUIRE un senso di APPARTENENZA, un senso di COMUNITÁ, un senso di CITTÁ come luogo di AGGREGAZIONE e di CRESCITA COMUNE.

Certo perché questo si realizzi vi era la necessità di costruire un fronte comune di forze progressiste, un fronte inclusivo e non esclusivo, aperto a chiunque abbia a cuore il bene di Urbino e della sua cittadinanza. Un campo che sapesse dialogare al suo interno, lasciando fuori il passato, i personalismi, le delusioni e gli attriti e che sia LEGATO ALLA COSTRUZIONE DI UN FUTURO degno di Urbino e pensiamo che ciò sia stato fatto.

Ora rimbocchiamoci le mani, presentiamo il programma alla gente, coinvolgiamo la cittadinanza per arrivare alle prossime elezioni compatti, forti e con l’ambizione di far tornare Urbino centro culturale, aggregativo e attrattivo.

CUI PRODEST? – A CHI GIOVA?

Con delibera del consiglio comunale n. 11 del 13.03.2023, l’amministrazione Gambini ha deciso d inserire, tra i beni comunali da vendere, la “Porzione di Fabbricato di interesse storico, sito in Via Santa Chiara, del Comune di Urbino, nel centro storico, distinto al catasto fabbricati al foglio 265 con i mappali 796,799, 798, 801. La pozione in oggetto si sviluppa in 3 livelli: Pianta Piano Cortile interno, Pianta piano rialzato, Pianta Primo Piano ed una superficie complessiva per le porzioni di piano interessate di 1454 mq. Attualmente utilizzate dagli Uffici Tecnici Comunali. Il prezzo a corpo d’asta e di €. 4.000.000,00 (quattromilioni/00); la vendita è subordinata all’Autorizzazione della Sovraintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio, ai sensi dell’art. 57 bis del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.22).

Al di là di quello che deciderà la Sovraintendenza, il PD urbinate ritiene che, il solo pensare e poi formalizzarlo in un atto, la vendita di parte del Monastero di S. Chiara, perché è di Santa Chiara che stiamo parlando, è assurdo, inconcepibile e da il senso della sensibilità storico/culturale della nostra giunta.

Quale politica perseguono Gambini, e la sua giunta, nel vendere uno dei beni storici di Urbino, un gioiello di famiglia, che testimonia, ed è, la storia di questa città, indicato in tutte le guide turistiche?

Quale politica perseguono Gambini, e la sua giunta, invece nell’ acquistare ferri vecchi, vedi l’acquisto dell’ Ex Osca a Canavaccio per 750 mila euro (compresi oneri accessori), o la ex sede della MEGAS al Sasso per 950 mia euro (compresi oneri accessori)? Senza tener conto di quanto poi costerà sistemare le 2 aeree in funzione del bene pubblico.

Qual è il senso politico e di visione futura nel non aver un polo culturale completo all’interno della città?

Il Partito Democratico per quanto riguarda i locali del Monastero di Santa Chiara, anche in considerazione di quanto già esiste: la vicinanza della Biblioteca Universitaria in Via san Girolamo, che di fatto confina con il Monastero; della Emeroteca dell’Università , sempre in Via S. Chiara; della Fondazione Marise e Carlo Bo; dell’ISIA sita nello stesso complesso monumentale, ritiene che il corretto utilizzo dei locali sia la creazione di una Biblioteca comunale, di cui chiunque ami la cultura sente la mancanza, con spazi adeguati ad organizzare anche iniziative culturali, presentazioni di libri, conferenze, rassegne letterarie, letture ad alta voce, attività dedicate ai bambini e ai ragazzi.

Questo si che farebbe aumentare la visibilità culturale della città e la sua vivibilità.

Ma del resto si sa, questo sindaco e questa giunta, hanno demandato la “cultura” al sig. Sgarbi… rendendolo addirittura prosindaco e tutti noi abbiamo sotto gli occhi quanto da lui fatto per Urbino…

No alla candidatura come capitale italiana della cultura, briciole per gli anniversari di Raffaello e del Duca Federico, relegando di fatto Urbino a succursale di altre città anche nella nostra provincia.

Tra qualche mese ci saranno le elezioni e siamo certi che i cittadini di Urbino comprenderanno l’importanza di una visione prospettica sulla città che non può non prevedere il riappropriarsi culturalmente del Centro, di renderlo vivibile a tutti e non solo ad alcuni gruppi, quindi non fermandosi alla pur meritoria e necessaria sistemazione delle strade.

Per meglio comprendere ecco l’excursus storico: il Monastero di Santa Chiara è l’antico monastero delle clarisse di Urbino. Si tratta di uno dei principali monumenti storici della città ed uno dei massimi esempi di architettura rinascimentale.  Fu costruito nel 1420 per ospitare il Conservatorio delle donne vedove; nel 1456 ricevette la regola dell’osservanza di Santa Chiara da Papa Callisto III per intercessione del duca Federico III da Montefeltro. Nel 1457 vi si ritirò in clausura la prima moglie del duca Federico III, Gentile Brancaleoni e nel 1472 vi fu sepolta la seconda moglie del duca, Battista Sforza. Nel 1482 anche Elisabetta da Montefeltro, una delle figlie del duca Federico III, si ritirò in questo monastero, dopo la morte del marito Roberto Malatesta; dopo alcuni anni divenne suora e con la sua dote avviò la ristrutturazione del monastero stesso, su progetto dell’architetto senese Francesco di Giorgio Martini, rimasto incompiuto per le sfavorevoli contingenze storiche. Successivamente i Della Rovere intervennero sulla chiesa conventuale tra XVI e XVII secolo. Dal 1538 divenne il Mausoleo ducale con la sepoltura del duca Francesco Maria I Della Rovere, della moglie Eleonora Gonzaga, del figlio, il cardinale Giulio Della Rovere, della nuora Giulia Varano e della nipote Eleonora o Lavinia Della Rovere. Nel 1864 la struttura fu confiscata dal Comune, che la destinò a Istituto di educazione femminile.

URBINO E LA SUA SANITÁ

Nei giorni scorsi abbiamo appreso una buona notizia per Urbino e la sua sanità nonché per tutto l’entroterra.

La Breast Unit riparte ad Urbino in Hub e Spoke con l’ospedale di Fano ed il dott. Malagotti ne è il responsabile.

Il tutto è stato ristabilito con determina del 29/09 da parte della direttrice generale dell’AST Nadia Storti.

Questa la buona notizia, ma quale futuro ci aspetta?

Siamo di fronte ad un futuro quanto meno nebuloso, infatti il Governo ha ridotto la dotazione economica per la sanità, lo stesso PNRR è stato “tagliato” proprio in questo settore e a livello regionale non sembra si viaggi verso un futuro migliore.

Le promesse elettorali non si stanno concretizzando, il piano sanitario regionale fa acqua da tutte le parti, la Lega ha cercato un rimpasto della Giunta regionale proprio partendo dall’assessore alla sanità ma il tutto ha portato “solo” ad un nuovo sottosegretario “tecnico”…

Le risorse necessarie al mantenimento dei servizi minimi non ci sono, il personale ospedaliero è sempre più sfruttato, le liste di attese sono diventate di durata biblica, si è scelto di sopperire alle carenze con il “privato” con sempre più cooperative all’interno delle strutture sanitarie. Lo stesso ospedale di Pergola sarà operativo solo grazie ai “privati” a costi superiori e con conseguente decadimento dei servizi stessi e di quel rapporto medico/malato indispensabile ad una buona sanità, basti pensare a quello che succede nei Pronto soccorso nonostante l’impegno dei medici e degli infermieri interni, alla medicina d’urgenza e alle carenze in tanti reparti dell’ospedale di Urbino.

Ma torniamo alla Breast Unit, perché ci sono voluti tutti questi mesi per arrivare ad una soluzione che era sotto gli occhi di tutti sin dal primo giorno?

Siamo certi che il solo primariato nelle 2 strutture sarà sufficiente? O ci sono altri problemi da risolvere? (Equipes operatorie, ecc.)

Siamo sicuri di raggiungere il numero minimo di interventi necessari per poter mantenere l’attività della Breast Unit in Urbino dopo i mesi di fermo?

Ma la cosa che più ci salta agli occhi è quello che ha fatto, o meglio non ha fatto, la Giunta comunale. È sotto gli occhi di tutti il “silenzio assordante ”degli ultimi mesi, sarà così anche da oggi in poi?

C’è veramente, forse bisognerebbe dire c’è mai stata, la volontà vera, e non solo a parole, di difendere la sanità urbinate e di tutto l’entroterra? Torneranno ad incatenarsi per farlo o resteranno nelle loro stanze, magari facendo delle ulteriori promesse?

Noi del PD continueremo a vigilare e a portare alla luce le carenze, i ritardi, i cambi di rotta della Giunta regionale, e di quella comunale, così come abbiamo fatto in Regione attraverso i nostri rappresentanti, con il presidio davanti all’ospedale di Urbino e con le denunce a mezzo stampa locale come quelle dell’8/3 e del 29/6.

Difendiamo la sanità pubblica che tanto ha fatto e tanto ci ha dato, ricordiamoci la pandemia, iniziando dalle urne già nelle prossime tornate elettorali, non facciamoci più abbindolare da promesse che sempre più assomigliano al refrain “parole, parole, soltanto parole” …

ESSERCI PER LE PERSONE, ESSERCI PER L’ITALIA,

Ieri sera, 9/10/2023, a Canavaccio di Urbino il Partito Democratico ha organizzato un incontro pubblico sull’esserci per le persone, esserci per l’Italia, esserci per Urbino, il pensiero del PD,  al quale hanno partecipato Stefano Bonaccini, Presidente del Partito Democratico, la segretaria regionale Chantal Bomprezzi,  la presidente dell’Assemblea regionale del PD Silvia Venerucci, Nicola Gresta segretario giovani del PD, Monica Scaramucci in rappresentanza della segretaria provinciale del PD, inoltre tra il pubblico anche Peppino Paolini Presidente Provincia oltre ad alcuni sindaci del territorio.

Gli onori di casa sono stati tenuti da Giorgio Ubaldi segretario del PD Urbino.

Alla manifestazione erano presenti oltre 180 persone che hanno seguito con attenzione  partecipazione quanto relazionato da Stefano Bonaccini che si è soffermato principalmente sulla situazione politica generale, sulla sanità, sull’immigrazione e sul lavoro.

Bonaccini ha, prima di tutto, condannato l’attacco di Hamas ad Israele portando la sua e la nostra vicinanza la popolo israeliano ma senza dimenticare quanto di sbagliato nella politica israeliana ed occidentale nei confronti degli abitanti di Gaza che sono anch’essi ostaggi di Hamas.

Entrando nel merito del suo intervento lui ha evidenziato come il Governo non stia  assolutamente facendo nulla di quanto promesso in campagna elettorale e come la luna di miele con l’elettorato si stia rapidamente esaurendo. Dal taglio delle accise alla sanità pubblica, dalla tassa piatta all’utilizzo dei fondi del PNRR, dal taglio del cuneo fiscale alla difesa delle famiglie, dalla scuola all’informazione ci si trova di fronte al nulla assoluto o quasi.

Non è pensabile che in una situazione come quella italiana con 3,5 milioni di persone che vivono in regime di povertà e non riescono ad arrivare alla terza settimana del mese si continui a parlare di flax tax.

È assurdo che a fronte di moltissime famiglie che non hanno i soldi per curarsi il governo abbia scelto di spostarsi verso quella privata, Lombardia insegna, magari non a parole ma nei fatti vista la riduzione di oltre un punto percentuale su PIL per la spesa sanitaria nei prossimi 3 anni, già oggi siamo al 17 posto tra i paesi Euro e passeremo all’ultimo posto, così come dal PNRR siano stati destinati ad altro oltre 13 mld di € destinati alla sanità pubblica decentrata, proprio quella che servirebbe nell’entroterra.

A fronte della povertà diffusa che sta colpendo anche i lavoratori ci si trova di fronte ad un governo che non vuole il salario minimo e si nasconde dietro il CNEL che è diretto da uno dei loro …

No ci sono i soldi per il taglio del cuneo fiscale ma ci sono per pagare stipendi ai manager che dovrebbero “fare il ponte sullo stretto”.

Non si sono attivate e non ci sono all’orizzonte politiche attive per il lavoro e conseguentemente la piaga della disoccupazione, specialmente giovanile, è la.

Dopo le furenti battaglie contro l’immigrazione, il decantato blocco navale, la distruzione delle norme e dei fondi destinati all’accoglienza diffusa, ci troviamo con una moltiplicazione di sbarchi (ricordiamoci che gli sbarchi legati alle ONG sono il 4% del totale) ci troviamo ora di fronte a dichiarazioni sulla necessità di almeno 500.000 immigrati per i prossimi anni.

Quindi, rimandando al video dell’intervento per chi volesse ascoltarlo ed approfondire, dobbiamo tornare ad essere un partito popolare e non populista, dobbiamo tornare tra la gente per scardinare ulteriormente la “luna di miele Meloni/popolo”, per tornare al dialogo con la base del partito ma anche e soprattutto con chi a smesso da tempo di recarsi a votare.

L’anno prossimo ci sono le elezioni europee e, per noi, soprattutto le locali quindi diamoci da fare, torniamo a manifestare davanti agli ospedali, al fianco dei lavoratori e degli studenti e delle associazioni così come si è fatto sabato scorso a Roma.

Buon lavoro a tutti.

Stefano Testa

PAROLE, PAROLE, PAROLE, SOLTANTO PAROLE TRA NOI E…

GLI ELETTORI … VE LI RICORDATE?

Certo che è strano vedere questi personaggi che pur di diffondere le loro promesse: “parole, parole, soltanto parole tra noi …” a scapito della realtà e delle reali possibilità di realizzare quanto promesso da loro e dai loro amici alla regione.

Si sono incatenati per “combattere” le politiche regionali sulla sanità e poi?

Oggi dopo 3 anni e mezzo di governo in regione la montagna ha partorito il solito topolino.

Purtroppo questo è un topolino che paghiamo tutti con un decadimento velocissimo delle prestazioni sanitarie qui nella regione Marche e, soprattutto, qui nella provincia di Pesaro Urbino.

Ora che i nodi stanno arrivando al pettine questi signori, sindaci e non della provincia, sono scomparsi, tacciono, non prendono posizione e soprattutto NON DIFENDONO I DRITTI BASILARI dei loro concittadini (forse contano solo nel momento del voto???).

Urbino ed il suo ospedale vedono la diminuzione delle prestazioni chirurgiche, mediche ed ambulatoriali. Quindi con il permanere di forti dubbi sul mantenimento dei servizi indispensabili per la popolazione quali il punto nascite, la senologia, l’ortopedia, la medicina generale, ecc. e questo nonostante l’abnegazione e la professionalità del personale.

Sempre meno personale adeguatamente professionalizzato vuole venire a lavorare all’ospedale di Urbino.

Le carenze di organizzazione e di personale vengono bypassate tramite l’appalto ai privati (cooperative di medici, infermieri, ecc.) a scapito di professionalità, conoscenza del malato, abnegazione nel servizio e soprattutto a costi elevatissimi e depauperamento delle professionalità interne.

Il Pronto soccorso vede templi biblici, si sa quando si entra ma sicuramente non si sa quando si esce. A volte si rinuncia addirittura alla visita e si cercano risposte alternative. Il personale presente è sempre più composto da “personale a gettone”, sempre a costi più alti che se ci fosse personale interno. Il tutto con  risposte non sempre adeguate per l’utenza e questo nonostante l’impegno dei pochi dipendenti dell’ospedale.

Le liste di attesa sono diventate ingestibili, per una prestazione si possono aspettare anche 12/18 mesi sempre che si riesca ad essere messi in lista, e l’unica risposta che la Dirigenza regionale è stata in grado di dare è mettere il bavaglio agli operatori dei CUP con una direttiva che impedisce qualsiasi dialogo con i malati che necessiterebbero di ben altro atteggiamento e di ben altre risposte.

Ma se l’Ospedale non ride è l’intero territorio provinciale, specialmente l’entroterra, che piange, ci si trova di fronte alla carenza di medici di base, di medici per le guardie mediche, dei medici del 118 e quelli dell’emergenza, anestesisti ecc..

Le famose aperture dei nuovi/vecchi ospedali sono di fatto solo sulla carta, magari le strutture ci sono ma con quale e quanto personale? con quali “servizi”? Al momento, o meglio, ancora una volta ci si rivolgerà ai privati vista anche l’ultima delibera regionale (600.000€ per 2 mesi di cooperative …)

Intanto però l’unico ospedale di eccellenza è quello di Ancona, avendo declassato Pesaro e creato un’unica Azienda sanitaria, cosa che permetterà lo spostamento di personale da un sito all’altro con continuo depauperamento di organici e professionalità a favore di chi e di quale struttura sanitaria?

I consultori sono stati depotenziati così come i servizi di igiene mentale, di prevenzione e di riabilitazione e quindi l’utenza più fragile, quella che ha più bisogno di essere seguita, di vedersi riconosciuta è invece abbandonata sempre più a se stessi e, quando presente, alle famiglie con tutto quello che ne consegue.

E quindi tornando a PAROLE, PAROLE, PAROLE, SOLTANTO PAROLE TRA NOI E … I LORO ELETTORI … VE LI RICORDATE?

Ora dove sono? In quale stanza, al riparo da occhi indiscreti, si sono chiusi? Quali altre mirabolanti promesse stanno predisponendo?

SANITÁ, BENE COMUNE

La Sanità pubblica è sotto attacco, il Fondo Nazionale diminuisce dell’1% in valore nomina lima molto di più in termini reali, dov’è il recupero dell’inflazione?

E nelle Marche? Sono ormai tre anni che la destra governa ed in questi 3 anni è riuscita solo a partorire un piano Sanitario che nei fatti è un libro dei sogni in quanto non vi sono risorse per realizzarlo.

Le risorse suppletive messe a bilancio dalla regione, 1 mln di €, sono servite solo a pagare gli aumenti ai dirigenti ed ai direttori.

Dove sono, quando e con quale personale apriranno i piccoli ospedali sbandierati in campagna elettorale?

Urbino ed il suo ospedale vede la diminuzione delle prestazioni chirurgiche, mediche ed ambulatoriali e quindi con il permanere di forti dubbi sul mantenimento di servizi indispensabili per la popolazione: punto nascite, senologia, ortopedia, ecc. e questo nonostante l’abnegazione e la professionalità del personale.

  • La carenza di personale viene superata con “prestazioni professionali a gettone” con costi elevatissimi e depauperamento delle professionalità interne.
  • Pronto soccorso che vede sempre più “personale a gettone”, sempre a costi più alti che se ci fosse personale interno, ma sempre con risposte inadeguate per l’utenza, come i tempi di attesa che sono diventati biblici.

Le liste di attesa sono diventate ingestibili, per una prestazione si possono aspettare anche 12/18 mesi, e l’unica risposta è stato mettere il bavaglio agli operatori dei CUP.

Ma se l’Ospedale non ride è l’intero territorio che piange, ci si trova di fronte alla carenza di medici di base, delle guardie mediche, dei medici del 118 e dell’emergenza.

I consultori sono stati depotenziati così come i servizi di igiene mentale, di prevenzione e di riabilitazione.

NON PERMETTEREMO LO SMANTELLAMENTO DELLA SANITÁ PUBBLICA,

COSÌ COME PORTEREMO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI LE FALSE PROMESSE DELLA GIUNTA ACQUAROLI.